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Il prof. Imperadori parla di controsoffitto

Il prof. Imperadori parla di controsoffitto
Venerdì, 9 Marzo, 2018

Il professor Marco Imperadori è stato intervistato da You Build sui controsoffitti.
Ecco le sue riflessioni.

Quali sono gli elementi che compongono un controsoffitto?
Quando parliamo di controsoffitto ci riferiamo a una struttura secondaria orizzontale non portante, che può essere installata sia nelle nuove costruzioni sia in interventi di recupero. In aderenza o sospesi rispetto alla soletta esistente, oppure autoportanti, i controsoffitti rappresentano una "pelle" che crea l’involucro interno dell’ambiente. Di norma sono costituiti da una struttura di acciaio zincato piegata a freddo e con profili di piccolo spessore e lastre di vario tipo. Ci sono diverse tipologie di controsoffitto: fonoassorbenti con forature o senza a vista, planari con gesso rivestito pitturato, o i classici da ufficio con pannelli modulari. In più, secondo la tipologia di lastra, il controsoffitto può garantire prestazioni differenti.

Quali sono queste prestazioni?
Un vantaggio importante riguarda il miglioramento acustico degli ambienti, grazie al principio chiamato "massa-molla-massa". Il meccanismo si realizza tra le "masse", cioè le lastrature in gesso rivestito e la struttura esistente che le sorregge, e la "molla", cioè i profili e l’intercapedine che contiene una camera d’aria, dove sono inseriti materiali isolanti come lana di roccia, di vetro, o naturali, che assorbono il suono. In questo modo si riesce a definire una prestazione acustica migliore rispetto alla massa degli elementi costruttivi.

Quali sono le tecnologie più innovative?
Tra le tecnologie più innovative ci sono sicuramente quelle della gamma Knauf, specializzata proprio in sistemi a secco in gesso rivestito. Per esempio, la lastra Cleaneo, che si basa sulla combina- zione di gesso e zeolite, è in grado di ridurre la concentrazione degli inquinanti nell’aria in ambienti chiusi (Voc), offrendo al contempo tutti i vantaggi di tipo acustico ed estetico delle lastre forate. In questo modo si ottiene contemporaneamente un controsoffitto fonoassorbente con funzione igienica. O, ancora, i controsoffitti prodotti dalla Sto, realizzati con pannelli microporosi in granulato di vetro espanso riciclato, che si comportano come delle spugne per l’assorbimento dei suoni, ma offrono l’effetto estetico delle superfici planari.

I controsoffitti offrono anche altri vantaggi?
Certamente. Oltre alle condizioni acustiche di un ambiente, i controsoffitti consentono di migliorare anche le condizioni termiche, ospitando all’interno dell’intercapedine strati isolanti e barriere a vapore, oltre agli impianti. Altro elemento importante è il comportamento antincendio. In caso di fuoco, le molecole d’acqua che compongono, assieme al solfato di calcio, il gesso di cui sono fatte le lastre, si liberano sotto forma di vapore, evitando che le solette subiscano un’aggressione diretta dalle fiamme.

E dal punto di vista della sicurezza strutturale?
Un fenomeno molto frequente dei solai laterocementizi riguarda lo sfondellamento, un fenomeno che si innesca di solito a causa delle variazioni termiche all’interno degli ambienti. Si creano così delle piccole crepe latenti sotto l’intonaco, invisibili a occhi nudo, che provocano il crollo di porzioni di soffitto, con conseguenze anche molto gravi. In caso di evento sismico, i crolli sono inevitabili. Per prevenire lo sfondellamento si può intervenire con la creazione di un controsoffitto di sicurezza in aderenza. A questo proposito Vanoncini e Knauf hanno brevettato un sistema innovativo composto da una griglia di profili pressopiegati fissati direttamente nella parte compressa dei travetti portanti del solaio, e non nelle pignatte. Questa orditura fatta da profili e lastre garantisce la tenuta dei fondelli, confinando in caso di aggressione sismica eventuali porzioni secondarie di tamponamento. È importante inoltre ricordare che sui controsoffitti nuovi in zona sismica bisogna sempre scegliere sistemi di sospensione specifici: non può mai essere messo il gancio a molla tradizionale, ma bisogna optare per un gancio con perno e coppiglia passante, così da garantire una maggiore rigidità di sospensione anche in caso di scosse sussultorie.

In allegato, l'articolo completo sulla rivista You Build.

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