Quando la compartimentazione al fuoco diventa progetto: il caso Gnosis

Protezione passiva al fuoco: oltre il singolo prodotto

La protezione passiva al fuoco comprende tutte quelle misure integrate nella costruzione di un edificio che permettono di contenere e rallentare la propagazione di un incendio, senza la necessità di intervento umano o di sistemi attivi.

L’obiettivo della protezione passiva al fuoco è fondamentale: limitare i danni, garantire il tempo necessario per l’evacuazione delle persone, consentire l’arrivo dei soccorsi e preservare la stabilità strutturale dell’edificio.

In questo ambito rientrano i principali sistemi di protezione passiva al fuoco, tra cui:

  • compartimentazioni (pareti, solai, porte tagliafuoco)
  • materiali resistenti al fuoco (lastre, intonaci, vernici intumescenti)
  • soluzioni per la gestione dei fumi e delle vie di esodo

     

È importante sottolineare un aspetto centrale: la protezione passiva al fuoco non dipende dal singolo prodotto, ma dall’efficacia del sistema nel suo complesso.

Un esempio ricorrente riguarda le lastre in gesso rivestito. Spesso le cosiddette lastre F vengono considerate incombustibili, ma questa interpretazione non è corretta: esistono lastre realmente incombustibili in classe A1, mentre le lastre F standard comunemente impiegate rientrano nella classe A2-s1, d0.

Diventa quindi essenziale, in un progetto di protezione passiva al fuoco, distinguere tra:

  • reazione al fuoco dei materiali
  • resistenza al fuoco del sistema costruttivo, espressa nelle classificazioni R, REI ed EI

Le partizioni a secco, ad esempio, non essendo portanti, vengono classificate in termini di EI e non di REI.
I solai, invece, devono garantire anche la capacità portante e rientrano quindi nella classificazione REI, integrando soluzioni di protezione passiva al fuoco specifiche.
Per travi e pilastri, infine, il parametro di riferimento è la sola R, relativa alla resistenza meccanica al fuoco.

 

Il caso applicativo: protezione passiva al fuoco nello stabilimento Gnosis

Gnosis S.p.A., azienda biotecnologica specializzata nello sviluppo e nella produzione di ingredienti attivi – tra cui probiotici e lieviti nutrizionali – ha espresso la necessità di incrementare la sicurezza antincendio dei propri ambienti attraverso interventi mirati di protezione passiva al fuoco e compartimentazione.

Vanoncini è stata coinvolta nella progettazione e realizzazione delle opere di protezione passiva al fuoco, localizzate in due magazzini, nella sala conferenze e nella centrale impiantistica.

In questo approfondimento ci concentreremo su due aree principali: il Magazzino 1 e la Sala Conferenze.

 

Magazzino 1: riqualificazione e continuità EI 120

Nel magazzino si è intervenuti con la riqualificazione di una parete esistente in cartongesso, trasformandola in una compartimentazione EI 120, parte integrante del sistema di protezione passiva al fuoco dell’edificio.

L’intervento è stato realizzato mediante il fissaggio in aderenza di due lastre incombustibili in classe A1.

Un ulteriore intervento di protezione passiva al fuoco ha riguardato una parete in blocchetti di cemento, protetta attraverso l’applicazione di una vernice intumescente idonea.

Per le restanti partizioni è stata realizzata una controparete EI 120 con singola orditura metallica e doppia lastra incombustibile, assicurando il rispetto dei requisiti normativi in termini di protezione passiva al fuoco.

A completamento, è stato eseguito anche un controsoffitto autoportante EI 120, costituito da orditura metallica e lastre in classe A1, garantendo la continuità della compartimentazione e della protezione passiva al fuoco dell’intero comparto.

Sala conferenze: compartimentazione e protezione passiva al fuoco su misura

All’interno della sala conferenze è stata realizzata una parete EI 120 a singola orditura metallica, rivestita con doppia lastra F standard in classe A2-s1,d0, idonea a garantire le prestazioni richieste dalla protezione passiva al fuoco.

La parete è stata costruita attraverso una sequenza dedicata di lavorazioni, necessaria per la possibilità di assemblaggio in opera da un solo lato:

  • Fase 1 – Realizzazione di una struttura a perdere
  • Fase 2 – Posa delle lastre preliminari e successiva realizzazione della struttura definitiva con giunto telescopico, per consentire i movimenti dei tegoli senza compromettere la protezione passiva al fuoco
  • Fase 3 – Chiusura finale con doppia lastra F standard, completando il sistema EI 120

Sono state inoltre realizzate due contropareti EI 120, con rivestimenti in classe A1, e protette ulteriori murature in calcestruzzo mediante vernice intumescente.

La stessa soluzione di protezione passiva al fuoco è stata impiegata anche per la protezione della carpenteria metallica esistente e dei tegoli in calcestruzzo precompresso in copertura, con spessori applicativi differenziati in funzione delle prestazioni richieste.

Protezione passiva al fuoco come approccio integrato

Il caso Gnosis evidenzia come la protezione passiva al fuoco non sia mai il risultato di un singolo elemento, ma di un progetto integrato, in cui materiali, sistemi e dettagli costruttivi concorrono a garantire la sicurezza complessiva dell’edificio.

Un intervento efficace di protezione passiva al fuoco nasce sempre dalla corretta combinazione tra progettazione, posa qualificata e continuità prestazionale del sistema.

 

FAQ – Domande frequenti sulla protezione passiva al fuoco

Quali elementi rientrano nei sistemi di protezione passiva al fuoco?

Tra i principali sistemi di protezione passiva al fuoco rientrano:

  •  pareti e contropareti tagliafuoco
  •  solai e controsoffitti resistenti al fuoco
  •  porte tagliafuoco
  •  rivestimenti e lastre resistenti al fuoco
  •  vernici intumescenti per strutture metalliche
  •  sigillature e attraversamenti certificati

Ogni elemento contribuisce alla prestazione complessiva del sistema.

Come si misura l’efficacia della protezione passiva al fuoco?

L’efficacia della protezione passiva al fuoco viene espressa tramite le classificazioni di resistenza al fuoco:

  •  R (capacità portante)
  •  EI (tenuta e isolamento)
  •  REI (capacità portante + tenuta + isolamento)

Queste sigle indicano per quanto tempo un elemento costruttivo è in grado di mantenere le proprie prestazioni in caso di incendio.

Che cosa si intende per compartimentazione?

Per compartimentazione antincendio si intende la suddivisione di un edificio in aree separate e protette, chiamate compartimenti, realizzata tramite elementi costruttivi resistenti al fuoco, quali pareti, solai e porte tagliafuoco.

L’obiettivo è limitare la propagazione dell’incendio da una zona all’altra, contenendo fiamme, calore, fumi e gas combusti in un’area definita, per un tempo prestabilito. Ad esempio EI 60,  resistenza per 60 minuti o EI 120, resistenza per 120 minuti

Quali edifici devono prevedere obbligatoriamente la protezione passiva al fuoco?

La protezione passiva al fuoco è obbligatoria in tutti gli edifici che rientrano tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco, come previsto dal D.P.R. 151/2011.

In particolare, devono adottare sistemi certificati di protezione passiva al fuoco – come compartimentazioni EI/REI, controsoffitti e rivestimenti resistenti al fuoco – edifici e strutture quali:

  • scuole e università
  • ospedali, RSA e strutture sanitarie
  • alberghi e attività ricettive
  • autorimesse e parcheggi coperti
  • industrie, stabilimenti produttivi e laboratori
  • magazzini e centri logistici
  • centri commerciali e grandi attività di vendita
  • cinema, teatri e locali di pubblico spettacolo
  • uffici di grandi dimensioni e edifici direzionali
  • centrali tecnologiche e locali impiantistici

Le prescrizioni e i livelli di resistenza al fuoco richiesti sono definiti anche dal Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015), che stabilisce criteri e prestazioni per garantire la sicurezza delle persone e la compartimentazione degli ambienti in caso di incendio.

Qual è la normativa che regola la protezione passiva al fuoco?

La protezione passiva al fuoco è regolata da un quadro normativo preciso, finalizzato a garantire la sicurezza degli edifici in caso di incendio attraverso sistemi costruttivi certificati, come compartimentazioni, strutture resistenti al fuoco e materiali protettivi.

Il riferimento principale è il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015), che definisce i criteri progettuali e le prestazioni richieste per la resistenza e la compartimentazione al fuoco degli elementi edilizi.

Inoltre, l’obbligatorietà degli interventi di protezione passiva al fuoco è stabilita dal D.P.R. 151/2011, che individua le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

Le prestazioni dei sistemi vengono infine verificate tramite prove e classificazioni secondo norme tecniche europee (UNI EN), con identificazioni come R, EI e REI, che indicano la resistenza al fuoco richiesta per un determinato tempo.