Progettazione sostenibile: principi di progettazione bioclimatica e protocolli energetici

Cos'è la progettazione sostenibile?
La progettazione sostenibile è la fase in cui si decide la maggior parte delle prestazioni finali di un edificio, agendo su orientamento, forma e rapporto con il clima prima ancora che su materiali e impianti. È la fase progettuale dell'edilizia sostenibile: le scelte fatte qui — non correggibili a posteriori con un impianto più potente — condizionano i consumi e il comfort per tutta la vita dell'opera.
Quali sono i principi della progettazione bioclimatica?
La progettazione bioclimatica usa il clima del sito come risorsa progettuale: sfrutta il sole, il vento e la massa dell'involucro per ridurre il fabbisogno energetico prima di introdurre qualsiasi impianto. Poggia su quattro scelte fondamentali.
1. Orientamento ed esposizione. La disposizione dell'edificio e la distribuzione delle superfici vetrate determinano quanta energia/calore solare entra in inverno e quanta va schermata in estate. È la scelta a costo zero con il maggiore impatto sul risultato finale.
2. Involucro ad alte prestazioni. Si intende l’insieme di strutture esterne dell’edificio (pareti, tetto, infissi, pavimenti, ecc.) progettati per agire come una barriera dinamica e intelligente fra l’ambiente interno e quello esterno così da ridurre al minimo i consumi energetici. Per essere tale l’involucro deve integrare fra le sue prestazioni: isolamento termico, tenuta all’aria, gestione dell’umidità, inerzia termica e protezione solare e acustica.
3. Ventilazione e qualità dell'aria. Un involucro molto ermetico richiede una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, che rinnova l'aria senza disperdere energia.
4. Comfort estivo. È l'aspetto più sottovalutato, e dipende in larga parte dall'inerzia termica dell'involucro: la capacità dei materiali di accumulare calore di giorno e rilasciarlo con ritardo, attenuando i picchi di temperatura interna. Un edificio ben isolato ma privo di schermature, di inerzia termica adeguata e di strategie di ventilazione notturna si surriscalda: le protezioni solari e lo sfasamento termico dell'involucro sono parte del progetto, non un accessorio.
Dalla casa passiva alla casa attiva: i tre stadi dell'architettura sostenibile
L'evoluzione dell'architettura sostenibile si legge in tre protocolli successivi, ciascuno dei quali sposta l'obiettivo un passo più avanti.
Passivhaus — consumare meno. Il comfort è garantito dalle sole prestazioni dell'involucro; gli impianti intervengono solo in condizioni estreme. Una Passivhaus consuma meno di 15 kWh per metro quadrato all'anno, circa un decimo della media degli edifici tradizionali. Vanoncini ha realizzato nel 2000, a Chignolo d'Isola (BG), il primo edificio certificato Passivhaus in Italia: la certificazione CENED ne ha misurato consumi invernali pari a 2,94 kWh/mq anno.
CasaClima — consumare bene. Stesso DNA energetico, ma con maggiore attenzione al comfort abitativo, alla sostenibilità dei materiali e alla qualità dell'aria interna, con una scala di classi (Oro, A, B, C). La sede Vanoncini di Mapello, costruita interamente a secco, è certificata CasaClima classe Gold con un consumo di 6 kWh/mq anno e un impianto fotovoltaico da 54,4 kWp che le consente un bilancio a zero emissioni.
Active House — produrre più di quanto si consuma. È lo stadio successivo: "se la casa passiva ha insegnato a consumare meno e CasaClima a consumare bene, l'Active Haus rappresenta il passo successivo: la casa che produce energia per essere autosufficiente". L'edificio si comporta come un organismo vivente, che interagisce con l'ambiente e restituisce energia alla rete.
Come si misura un edificio Active House? Il Radar
Il protocollo Active House valuta l'edificio su tre pilastri — comfort, energia, ambiente — articolati in nove parametri prestazionali, restituiti graficamente da un diagramma chiamato Radar Active House. Ogni parametro riceve un punteggio su una scala in cui 1 rappresenta il livello migliore e 4 il minimo accettabile: più il radar è compatto verso il centro, più l'edificio è performante.
È uno strumento che rende la sostenibilità leggibile a colpo d'occhio, perché impedisce di compensare: un edificio non può ottenere un buon risultato complessivo eccellendo sull'energia e trascurando la qualità dell'aria o l'illuminazione naturale. Comfort, energia e ambiente devono crescere insieme.
Il caso RenovActiv-ITA: la prima riqualificazione Active House d'Italia
Nel 2023 Vanoncini ha firmato la prima riqualificazione certificata Active House in Italia: una villa bifamiliare del 1983 a Brembate di Sopra (BG), trasformata da edificio residenziale ordinario a edificio attivo, con un impianto fotovoltaico da 6,4 kW con accumulo e un punteggio 2.1 sul Radar Active House.
Il progetto è significativo per due ragioni. La prima è che riguarda il costruito, non il nuovo: dimostra che il livello prestazionale più avanzato è raggiungibile anche su un edificio degli anni Ottanta, che è esattamente il problema del patrimonio immobiliare italiano. La seconda è il monitoraggio continuo: un sensore SENSE rileva cinque parametri ambientali — qualità dell'aria, luce naturale, rumore, temperatura e umidità — restituendo dati reali e non stime di progetto.
Perché il comfort abitativo è il vero obiettivo
L'architettura sostenibile non punta al risparmio energetico come fine, ma come mezzo. Il fine è il comfort abitativo: la combinazione di temperatura stabile, aria pulita, luce naturale abbondante e silenzio che rende uno spazio realmente vivibile.
È il motivo per cui i protocolli più evoluti misurano la luce naturale e la qualità dell'aria accanto ai kWh. E se un progetto punta a una certificazione ambientale come LEED o BREEAM, questi stessi parametri diventano crediti: la guida alle certificazioni ambientali degli edifici tra LEED, BREEAM e criteri CAM spiega come le scelte fatte in fase di progetto si traducano in punteggio certificato.
In sintesi
L'architettura sostenibile si decide nella fase di progetto: orientamento, involucro, ventilazione e controllo solare determinano gran parte delle prestazioni finali, e nessun impianto può recuperare a posteriori un progetto sbagliato. I protocolli — Passivhaus, CasaClima, Active House — segnano una progressione chiara: consumare meno, consumare bene, produrre più di quanto si consuma.
Sono traguardi documentati: il primo edificio Passivhaus certificato d'Italia (2000), una sede in CasaClima Gold da 6 kWh/mq anno, la prima riqualificazione Active House italiana (2023). Per il quadro completo del metodo, dal cantiere ai materiali, resta il punto di partenza la guida all'edilizia sostenibile.
Stai progettando un edificio ad alte prestazioni? Il team tecnico Vanoncini affianca progettisti e committenti dalla fase di concept fino alla certificazione.
FAQ
Che cos'è una casa passiva? È un edificio il cui comfort è garantito dalle prestazioni dell'involucro, con impianti che intervengono solo in condizioni estreme. Una Passivhaus consuma meno di 15 kWh/mq all'anno, circa un decimo di un edificio tradizionale.
Qual è la differenza tra Passivhaus, CasaClima e Active House? Passivhaus punta a ridurre al minimo il fabbisogno energetico. CasaClima aggiunge l'attenzione al comfort, ai materiali e alla qualità dell'aria, con classi da C a Oro. Active House va oltre: l'edificio produce più energia di quanta ne consuma.
Che cos'è la progettazione bioclimatica? È la progettazione che usa il clima del sito come risorsa: sfrutta irraggiamento solare, ventilazione naturale e inerzia dell'involucro per ridurre il fabbisogno energetico prima di introdurre gli impianti.


