Edilizia sostenibile: tecniche e vantaggi per costruzioni a basso impatto

Cos'è l'edilizia sostenibile?

L'edilizia sostenibile è un approccio alla progettazione e costruzione degli edifici, che mira a ridurre il loro impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dello stesso, dalla costruzione alla sua dismissione. 

È una distinzione che conta, perché sposta il tema dalla scelta di un materiale alla scelta di un sistema. Un edificio non diventa sostenibile perché contiene un isolante naturale: lo diventa se il progetto sfrutta il sole e l'ombra, se il cantiere produce pochi rifiuti, se i componenti possono essere separati e recuperati a fine vita, e se tutto questo è verificabile con dati misurati.

In Vanoncini questo approccio si concretizza già nel 2019, quando già sostenevamo che : "la casa deve essere concepita come un'entità biologica: per la sua realizzazione e per il suo mantenimento deve essere consumata meno energia possibile".

Perché l'edilizia sostenibile è oggi una priorità?

Perché il settore delle costruzioni è, in Europa, il comparto a maggiore impatto ambientale. Secondo la Commissione europea gli edifici assorbono circa il 40% del consumo energetico dell'Unione e generano circa il 36% delle emissioni di gas serra legate all'energia, mentre il settore costruzioni produce circa il 35% dei rifiuti totali prodotti nella UE.

A questi si aggiunge un impatto meno discusso ma altrettanto rilevante, quello idrico: il World Green Building Council stima che l'edilizia sia responsabile del 15% del consumo mondiale di acqua dolce, con un fabbisogno che oscilla tra 500 e 3.500 litri d'acqua per metro quadrato costruito.

Il quadro normativo si è mosso di conseguenza. La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici — la cosiddetta Direttiva Casa Green — fissa l'obiettivo della neutralità climatica del parco immobiliare al 2050 e, per il residenziale, una riduzione media dei consumi del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero. Costruire sostenibile non è più una scelta di posizionamento: è la condizione per non ritrovarsi, tra pochi anni, con un patrimonio immobiliare fuori mercato.

Come si progetta un edificio sostenibile?

Si progetta partendo dal clima e dall'orientamento, non dagli impianti. La progettazione bioclimatica sfrutta l'irraggiamento solare, la ventilazione naturale e l'inerzia termica dell'involucro per ridurre il fabbisogno energetico prima di introdurre qualsiasi tecnologia: l'impianto arriva dopo, e serve a coprire un fabbisogno già ridotto al minimo.

È il principio che accomuna i protocolli più esigenti — Passivhaus, CasaClima, Active House — e che segna la differenza tra un edificio efficiente e un edificio semplicemente pieno di tecnologia. L'approfondimento dedicato all'architettura sostenibile e ai principi di progettazione entra nel dettaglio di orientamento, involucro, comfort estivo e passaggio dalla casa passiva alla casa attiva, cioè a un edificio che restituisce più energia di quanta ne consuma.

Come si costruisce a basso impatto? Il cantiere a secco

La tecnica costruttiva che meglio traduce i principi della sostenibilità in pratica di cantiere è la costruzione a secco: un sistema in cui struttura e rivestimento sono assemblati meccanicamente, senza getti, malte e lavorazioni a umido. 

Da qui derivano i vantaggi ambientali diretti: un cantiere a secco consuma pochissima acqua, produce quantità ridotte di rifiuti e scarti, riduce i tempi di esecuzione ed elimina i tempi di asciugatura. Ma il vantaggio decisivo è a valle: la smontabilità. Come scriviamo nell'approfondimento sull'edilizia circolare, "l'edilizia a secco rappresenta un alleato strategico: grazie alla possibilità di smontare, separare e riutilizzare i componenti, offre soluzioni concrete per applicare i principi dell'economia circolare in edilizia".

Il tema è sviluppato nella guida dedicata ai sistemi a secco e alla sostenibilità, che spiega perché la separabilità dei componenti — quello che i progettisti chiamano oggi design for disassembly — è il vero criterio di circolarità di un edificio.

Quali materiali usa l'edilizia sostenibile?

I materiali dell'edilizia sostenibile non si valutano per l'aspetto o per l'origine "naturale", ma per il loro comportamento lungo l'intero ciclo di vita, misurato con la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). Il parametro che sintetizza questa analisi è il carbonio incorporato (embodied carbon): la CO₂ emessa per estrarre, produrre, trasportare, posare e infine smaltire il materiale.

È il fronte su cui si gioca la partita dei prossimi anni. Man mano che gli edifici diventano più efficienti in esercizio, le emissioni operative calano e il peso relativo del carbonio incorporato cresce: in un edificio a energia quasi zero, il carbonio dei materiali può arrivare a rappresentare la quota dominante dell'impatto complessivo. Un edificio può essere in classe A e avere alle spalle una filiera di materiali molto impattante.

Nella guida ai materiali per l'edilizia green e alla riciclabilità analizziamo gesso, acciaio, lane minerali e isolanti secondo i criteri che contano davvero: contenuto di riciclato, riciclabilità effettiva a fine vita, disponibilità di EPD (le dichiarazioni ambientali di prodotto) e differenza — spesso ignorata — tra un materiale riciclabile e un materiale effettivamente riciclato.

Come si certifica la sostenibilità di un edificio?

Con protocolli di terze parti che assegnano un punteggio verificato da un ente indipendente. I principali sono LEEDBREEAM a livello internazionale, i CAM (Criteri Ambientali Minimi) come requisito obbligatorio negli appalti pubblici italiani, e i protocolli prestazionali dell'area alpina come CasaClima, Passivhaus Active House..

La distinzione da tenere sempre presente è tra certificazione dell'edificio e certificazione dell'azienda o del prodotto: una ISO 14001 qualifica il sistema di gestione ambientale di un'impresa, non la sostenibilità dell'opera che quell'impresa realizza. Sono piani diversi e non si sostituiscono. La guida alle certificazioni ambientali degli edifici tra LEED, BREEAM e criteri CAM mette a confronto i protocolli e spiega in quali casi conviene puntare su ciascuno.

Quanto costa davvero costruire sostenibile?

È l'obiezione più frequente, e va affrontata con onestà: un edificio ad alte prestazioni ha, di norma, un costo di costruzione superiore. Il punto è che il confronto corretto non è tra due prezzi di realizzazione, ma tra due costi lungo la vita dell'edificio.

Sul fronte dei consumi, la nostra sede di Mapello — certificata CasaClima classe Gold — consuma 6 kWh per metro quadrato all'anno: un ordine di grandezza in meno rispetto a un edificio convenzionale. Sul fronte del valore, la spinta normativa europea sta già ridefinendo il mercato: gli immobili energivori non adeguati sono destinati a perdere valore, e il rischio di svalutazione stimato per il patrimonio meno efficiente arriva al 25-30%. A questo si aggiungono gli incentivi in vigore nel 2026, con detrazioni per ristrutturazione ed Ecobonus al 50% sulla prima casa e al 36% sulle altre unità.

In sintesi, "l'edilizia deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico: assicurare un adeguato rapporto tra il costo di realizzazione del manufatto edilizio e il suo valore nel tempo è un aspetto che non sottovalutiamo mai in nessuna delle nostre commesse".

L'esperienza Vanoncini: la sostenibilità come storia industriale

Vanoncini lavora con i sistemi costruttivi a secco dal 1981, molto prima che la sostenibilità diventasse un tema di mercato. I risultati sono documentati e verificabili:

  • 1989: prima casa a basso consumo energetico realizzata a Bergamo con sistema Struttura/Rivestimento integrale.
  • 1998: pubblicazione del primo testo universitario italiano sui sistemi costruttivi a secco (Costruzione Stratificata a Secco, Zambelli–Vanoncini–Imperadori).
  • 2011: la sede di Mapello, costruita interamente a secco, ottiene il KlimaHaus CasaClima Award in classe Gold, con impianto fotovoltaico da 54,4 kWp e bilancio Zero Emission.
  • 2023: Vanoncini firma la prima riqualificazione certificata Active House in Italia.

A supporto ci sono strumenti di verifica reali — laboratorio interno, prove di carico, termografie, blower door test, progettazione BIM — e una struttura di 100 collaboratori diretti che coordinano oltre 250 figure professionali, con la collaborazione scientifica del Politecnico di Milano.

In sintesi

L'edilizia sostenibile non è un catalogo di materiali verdi: è un metodo che tiene insieme quattro dimensioni — progettazionesistema costruttivo a basso impatto, materiali valutati con criteri LCA e certificazioni di terze parti. Sono i quattro pilastri che abbiamo approfondito in questa guida e che trovi sviluppati negli articoli dedicati.

Il passaggio che il settore deve compiere è dal dichiarare alla misurazione: non più "è sostenibile", ma "quanto, misurato come, certificato da chi". È l'unico terreno su cui la sostenibilità smette di essere comunicazione e diventa progetto.

Vuoi valutare la sostenibilità del tuo progetto? Contatta il team Vanoncini per una consulenza tecnica su progettazione, sistema costruttivo e percorso di certificazione.

FAQ

Che cos'è l'edilizia sostenibile? L'edilizia sostenibile è un approccio alla progettazione e costruzione degli edifici, che mira a ridurre il loro impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dello stesso, dalla costruzione alla sua dismissione 

Quali sono i vantaggi dell'edilizia sostenibile? Consumi energetici e costi di gestione più bassi,un impatto ambientale ridotto o pari a zero, maggiore comfort e qualità dell'aria interna, e una migliore tenuta del valore dell'immobile nel tempo, in un mercato in cui gli edifici energivori sono destinati a svalutarsi.

Quali tecniche utilizza l'edilizia sostenibile? Progettazione bioclimatica, involucro ad alte prestazioni, costruzione a secco, impianti da fonti rinnovabili, recupero delle acque e selezione dei materiali secondo criteri di ciclo di vita (LCA).

Quanto costa costruire in modo sostenibile? Il costo di costruzione è generalmente superiore, ma va confrontato con i costi lungo l'intera vita dell'edificio: consumi ridotti, minore manutenzione, incentivi fiscali e tenuta del valore immobiliare.

Quali certificazioni attestano la sostenibilità di un edificio? LEED e BREEAM a livello internazionale, CasaClima, Active House e Passivhaus per la prestazione energetica dell'involucro.