La sostenibilità delle costruzioni a secco

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Costruire a secco è un’arte raffinata e antica che ancora oggi rappresenta il modello edilizio d’eccellenza.

Mutuata dal passato - questa tecnica è stata utilizzata sin dalle prime palafitte costruite dall’Uomo - nasce con una filosofia semplice: creare un telaio e rivestirlo con una stratificazione di materiali che non prevede l’utilizzo di acqua nel processo di assemblaggio.
Le cascine che punteggiano il territorio agricolo lombardo sono un esempio fulgido e spontaneo del sistema costruttivo Struttura e Rivestimento.

Questo concetto - opportunamente ripreso e proiettato verso il futuro dai nuovi materiali ad alta tecnologia - consente la realizzazione di opere grandiose: grattacieli, centri commerciali, residenze di ogni grandezza e tutto ciò che la mente di un progettista può immaginare.
Usare il sistema a secco non pone limiti alla creatività: l’architettura e l’ingegneria del futuro stanno andando proprio in questa direzione per le grandi potenzialità strutturali, estetiche e funzionali che ne derivano.

Solo per citare qualche esempio recente, contemplano la tecnica a secco: CityLife Milano - residenza progettata da Zaha Hadid (interni Vanoncini), Bosco Verticale Milano progettato da Stefano Boeri Architetti (interni Vanoncini) e Polo Provinciale d'Eccellenza per l'Innovazione e il Lavoro Milano, progettato da Dante O. Benini&Partners (cappotto Vanoncini).

Vanoncini, sostenibilità e efficacia del sistema a secco

Da oltre trent’anni, Vanoncini crede che costruire a secco sia la soluzione giusta per creare immobili efficienti, resistenti e confortevoli.
Portare avanti questa idea ha significato andare controcorrente, soprattutto in passato, quando costruire a secco coincideva nell’immaginario collettivo con la tanto vituperata parola “cartongesso”, portatrice sana di pregiudizi e opacità concettuali non di poco conto.

Sono i primi anni ‘80. A Bergamo, e dunque nel cuore di una tradizione edile molto ancorata, Pietro Antonio Vanoncini, forte di una solida cultura scientifica e dopo anni di vita professionale trascorsi in contatto con la Germania, introduce nell’azienda di famiglia una mentalità innovativa che prevede la diffusione delle tecniche a secco normate secondo il protocollo tedesco DIN (in Italia, non esistevano norme tecniche a riguardo).

Non ci vuole molto perché la logica scientifica sottesa affascini il mondo universitario e dal fortunato incontro con Ettore Zambelli prende vita un’assidua collaborazione con il Politecnico di Milano, Università presso cui lo stesso Pietro Antonio Vanoncini diventa Docente di Tecnologia delle Costruzioni.

Nel 1998 viene pubblicato il primo testo universitario italiano sui sistemi a secco. Il titolo è “Costruzione Stratificata a Secco” e gli autori sono Ettore Zambelli, Pietro Antonio Vanoncini e Marco Imperadori. La ricetta per edifici intelligenti, sostenibili e performanti è semplice, eppure dirompente.

La casa deve essere concepita come un’entità biologica: per la sua realizzazione e per il suo mantenimento deve essere consumata meno energia possibile.

L’idea di guscio è forse quella che spiega meglio il sistema in oggetto: un guscio esterno, con il quale si realizzano gli isolamenti e la capacità di resistere all’ambiente e un guscio interno, che conforma nel miglior modo possibile l’ambiente abitabile.
Tra i due gusci si concretizzano le strutture statiche e i cavedi impiantistici.
Una grande versatilità permette alla tecnica di integrarsi perfettamente anche in contesti pregressi.

La riqualificazione degli immobili passati costituisce un’enorme opportunità, portando valore e sostenibilità in situazioni che sembrerebbero compromesse per sempre.

Il sistema a secco ha la capacità di inserirsi con efficacia in ogni contesto ed è proprio per questo che oggi viene ritenuto un grandissimo alleato per chi fa edilizia.
La conoscenza dei fenomeni di fisica tecnica e la scienza tecnologica dei materiali trovano nel costruire a secco la rampa di lancio verso l’architettura dei prossimi anni.
I progettisti rappresentano il motore di una rivoluzione culturale in parte già avviata ed è proprio con loro che i costruttori dovranno interfacciarsi per concepire un’edilizia capace di rispondere ai bisogni dei due grandi attori di ogni tempo: Uomo e Ambiente.

Perché parlare di sostenibilità con il sistema costruttivo a secco

Le ragioni per cui si parla anche di edilizia sostenibile nel contesto delle costruzioni a secco sono molteplici. Innanzitutto, bisogna tener presente che, già in fase progettuale si possono scegliere i materiali da costruzione più sostenibili nel panorama dei prodotti simili proposti da ogni produttore.
La scelta ricade su elementi adatti ad essere smaltiti, riutilizzati e/o riciclati alla fine del primo periodo di vita di qualunque edificio.

Successivamente, sempre in fase progettuale, gli elementi vengono mixati per ottenere sistemi prestazionali in grado di ottimizzare le soluzioni costruttive del cantiere in oggetto; ovvero la vera sostenibilità progettuale definisce una soluzione ad hoc per ogni cantiere e le condizioni climatiche e ambientali di riferimento. Questo approccio progettuale, consentirà di realizzare un edificio sostenibile poiché in grado di raggiungere performance energetiche eccellenti con l’utilizzo efficiente delle risorse in termini di quantità, carichi e spostamenti.

Un’attenta progettazione preliminare, l’utilizzo di materiale prefinito e il rigore delle fasi di montaggio sul cantiere compiono una rivoluzione concettuale di enorme portata: il cantiere diventa ingegnerizzato e, proprio per questo, diviene possibile calcolare in anticipo costi e tempi di realizzazione dell’immobile, oltre ai suoi consumi energetici futuri.

La scelta di Vanoncini per i sistemi di costruzioni a secco

I materiali adoperati e la filosofia costruttiva privilegiata da Vanoncini consentono di raggiungere il massimo della sostenibilità, intesa sia come efficienza energetica che come impatto ambientale.

Le costruzioni a secco rappresentano una scelta edilizia che guarda al futuro, puntando a leggerezza, riciclo e flessibilità, cardini di una filosofia costruttiva lungimirante e positiva.

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